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2000 - Piano progetto per il centro direzionale di Napoli

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località: Napoli
progetto: 1999-2000

raimondo consolante con marco vellutino, maria mancuso, domenico romano

L’obiettivo del progetto è la composizione di un luogo centrale della città, ancor prima che direzionale. La differenza è significativa, dal momento che il senso dello spazio urbano è spesso legato alla capacità di costruire la città attraverso un sistema di relazioni fisiche e percettive, fra le architetture ed i vuoti: parole e pause. Una nuova attualità dei centri direzionali preme sulle città italiane. A chi guarda le loro vicende dal punto di vista dell’architettura e del dibattito culturale fa l’effetto di un déjà vu. Rispetto al momento in cui il termine direzionalità comincia ad essere di uso diffuso, attorno al 1960, oggi è andata perduta la sua capacità di unificare il problema. Quattro edifici si confrontano sulla pausa urbana, trattata a parco, la stoà: fronte commerciale della piastra del centro che ne decreta il terminale, l’edificio della Regione con le tre alte torri degli uffici che si affacciano su una piazza interposta all’aula consiliare che si imposta su un basamento prospiciente il parco; di fronte il grande museo d’arte contemporanea che dialoga con l’edificio della Regione non sul piano della dimensione ma su quello della finitezza della sua architettura, il complesso degli uffici privati che vuole essere microcosmo urbano alternando eccezionalità (le torri dei servizi) alla ricorrenza (i patii trattati a verde, i cinema di un complesso multisala che garantisce la vivibilità del quartiere anche di sera). Il progetto si completa con 18 stecche residenziali.
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https://www.raimondoconsolantestudio.it/2000_piano_progetto_per_il_centro_direzionale_di_napoli-p14057
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