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2004 - Liceo Artistico nell'area parco di Sant'Ilario

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località: Benevento
progetto: 1999-2001
realizzazione: 2002-2004

raimondo consolante, giovanni consolante con ufficio tecnico della provincia, valentino melillo, sergio rotili, vincenzo zagarese, francesca consolante, bruno zagarese, gennaro avella

La scuola è un organismo semplice che si articola in tre luoghi distinti: l'aula didattica, i laboratori, gli spazi comuni. Si è cercato di approfondire il senso di questi luoghi, così da arrivare ad innescare un processo di definizione tipologica in grado di conformare al suo interno un microcosmo di città (quale è sempre un edificio collettivo) ma altresì di interpretare le molteplici peculiarità dell'area d'intervento. Gli elementi di riferimento sono: 1. le testimonianze archeologiche e la città della storia collocate a monte di un significativo salto di quota; 2. il limite del lotto a valle, dato dalla via Tiengo una volta strada di accesso alle marmifere beneventane, oggi interessata da una serie di disordinati interventi residenziali; 3. l'affaccio verso l'espansione urbana degli anni '80, dal lato opposto a quello della zona archeologica.
Lo schema che ne risulta è quello ad L che permette di collocare il corpo di fabbrica in una condizione aperta e non autoreferenziale, marcando altresì i limiti del lotto destinato nelle intenzioni di progetto a diventare un unico parco. Il tema è pertanto quello dell'edificio collettivo. L'idea della collettività è espressa attraverso la declinazione delle serialità che sul versante del parco archeologico è resa esplicita dalle bucature ricorrenti che segnano, ai due livelli superiori, l'affaccio dei corridoi pensati come generose gallerie espositive con vista sulla città della storia. Al piano terra sono collocati tutti gli uffici ed i laboratori (computer grafica, fotografia, serigrafia, incisione, modellistica). Questi ultimi si sviluppano in sequenza e sono concepiti come un unicum, una vera e propria fabbrica di lavoro creativo, con spazi flessibili e differentemente modulabili grazie a pareti scorrevoli.
Al piano superiore sono ubicate le aule di cultura e di disegno e architettura. I corridoi, larghi fino a 3,50 metri, sono pensati come aree espositive. Così mentre le pareti degli ambienti dedicati alla didattica sono tinteggiate con la gamma dei gialli, i corridoi presentano colori freddi: il bianco ghiaccio, il celeste chiaro.
L'ultimo dei tre livelli ospita la sequenza di aule speciali destinate alla scultura che prendono luce sia ad altezza d'uomo sia da finestre a nastro poste a 4 metri dal pavimento. Ognuna di queste aule presenta uno spazio studio che si segnala all'esterno fuoriuscendo dalla linea di prospetto del corpo di fabbrica. Infine un sistema di aule a gradoni, con sala di lettura annessa, è studiato per le materie attinenti la storia dell'arte.
Il senso e la verità di questa architettura si riducono alla sequenza delle bucature ed all'articolazione differente fra elementi ricorrenti ed individuali che vogliono restituire logicità conseguente ma, allo stesso tempo, eccezionalità derogante la norma. In particolare all'ultimo piano le aule destinate alla scultura/pittura, con i generosi aggetti degli spazi studio su via Tiengo, disegnano una reiterata unicità propria della nozione stessa di aula speciale, così come segnalata fin dai progetti per le Scuole Tecniche di Busto Arsizio da Giuseppe Terragni.
L'ingresso è invece dominato da un unico aggetto che denuncia l'eccezionalità del quartierino destinato alla storia dell'arte. Questo volume, fortemente segnato sul piano cromatico, costituisce riparo per l'entrata della scuola. Il resto dell'edificio è intonacato bianco, ad eccezione della scatola del vano scala che è caratterizzata dal contrappunto di colori primari: il giallo della muratura, l'azzurro intenso del vetrocemento.
La struttura portante è in cemento armato, le pareti sono in mattoni forati, gli infissi in alluminio preverniciato bianco. Le pavimentazioni delle aree esterne sono parte in scheggioni di pietra calcarea e mattoni, parte in acciottolato bianco.















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